Subito il ritorno dei voucher in agricoltura, con un intervento del governo che agisca in deroga e sburocratizzi questo strumento che per le campagne ha funzionato in passato, permettendo l’impiego legale e regolare di un gran numero di lavoratori stagionali. È quanto hanno chiesto al ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, alcuni degli assessori regionali all’agricoltura convocati in videoconferenza a un vertice unitario per fare il punto sugli interventi relativi all’emergenza Coronavirus.
La richiesta è in linea, tra l’altro, con la proposta che nelle scorse settimane è stata avanzata dal responsabile nazionale agricoltura di Forza Italia, il senatore Francesco Battistoni: «Oltre agli effetti del Coronavirus – osserva l’esponente forzista – il settore agricolo sta vivendo e subendo anche i cambiamenti climatici. In questo inverno caldo, infatti, sono già pronte per il raccolto alcune primizie che hanno anticipato la stagione: fragole, asparagi, barbatelle, mele etc. e che rischiano di andare perse se non abbiamo personale di raccolta. Parlo di italiani, studenti, pensionati, ma anche e soprattutto di stranieri regolari, che rappresentano, come già ricordato qualche settimana fa, circa un terzo della forza lavoro impiegata in questo settore». «È proprio questo, quindi – spiega ancora Battistoni – il momento di una necessaria e radicale semplificazione per favorire uno strumento dagli imprescindibili effetti positivi sull’economia e sul lavoro, adesso più che mai, leviamo le limitazioni ai voucher agricoli o continueremo a pagare le conseguenze del Covid-19 anche dopo averlo sconfitto».
Come si ricorderà, il cosiddetto “decreto Dignità” introdusse alcune novità relative alle modalità di utilizzo delle prestazioni di lavoro occasionale. Le nuove disposizioni, tuttora in vigore, prevedono in particolare per l’agricoltura alcune limitazioni nell’uso dei voucher che non permetterebbero la possibilità di impiegare stagionali nelle aziende agricole per il tempo necessario e per i corrispettivi economici conseguenti. In particolare, il limite principale consiste nella stessa dimensione aziendale: le imprese agricole che al loro interno hanno oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato non possono infatti ricorrere all’utilizzo dei voucher.
“I voucher – ricorda in una nota Coldiretti – erano stati introdotti per la prima volta in via sperimentale nel 2008 proprio in agricoltura, con la vendemmia, per le peculiarità dell’offerta di lavoro nelle campagne. Nel corso degli anni successivi quello dei campi è stato l’unico settore rimasto legato all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito) e gli accresciuti appesantimenti burocratici che ne hanno limitato l’utilizzo e che per questo, in una situazione di emergenza come quella attuale, vanno eliminati. Alla luce dell’emergenza pandemia, si rende oggi necessaria una radicale semplificazione per favorire la diffusione di uno strumento con importanti effetti sull’economia e il lavoro. Lo strumento, del resto, si era dimostrato valido nel favorire l’occupazione e l’emersione del sommerso”. “La semplificazione dei voucher si rende ancora più urgente per via dei cambiamenti climatici, con un inverno caldo e siccitoso che – conclude Coldiretti – ha anticipato i cicli stagionali delle produzioni a partire dalla raccolta delle primizie e reso più pressante il bisogno di manodopera”.
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