Gli autotrasportatori da una parte, gli agricoltori ed i commissionari dall’altra. A Vittoria, si discute attorno all’orario di apertura del mercato ortofrutticolo. Gli autotrasportatori vorrebbero l’apertura del mercato solo al mattino (7,00 – 13,00) per permettere agli autotreni che trasportano i prodotti verso i mercati del Nord e Centro Italia di partire in tempo e di percorrere i tragitti nei tempi dovuti.
Ma gli agricoltori ed i commissionari la pensano diversamente. A Vittoria, negli ultimi anni, il mercato ortofrutticolo di contrada Fanello, dal 1° marzo al 31 maggio ha adottato l’apertura sia al mattino che al pomeriggio. È, questo, infatti, il periodo di maggiore produzione in cui gli agricoltori raccolgono con frequenza maggiore perché le piante fruttificano più velocemente. Per tutti è necessario ed utile dedicare la mattinata all’attività nei campi per poter poi portare nel pomeriggio la merce al mercato pronta per la vendita e per raggiungere i mercati delle maggiori città italiane. Per tutti, le mete più frequenti sono Napoli, ma anche Verona e Milano.
Nei giorni scorsi, a proposito degli orari di apertura del mercato, si è svolto un incontro al municipio, coordinato dal dirigente del settore Sviluppo Economico, Alessandro Basile. La decisione arriverà nei prossimi giorni, dopo un ulteriore incontro.
I padroncini della Cna di Vittoria si battono per l’orario unico
Ma intanto la Cna fa sapere di essere contraria all’orario pomeridiano. E spiega perché: «Quest’anno per la prima volta, anche nel periodo primaverile, così come era stato deciso lo scorso anno, doveva applicarsi l’orario unico, cioè dalle 6 fino alle 13,30; sarebbe stata adottata finalmente, quindi, una proposta che gli autotrasportatori chiedevano da anni. Ma nella riunione che si è tenuta il 4 marzo scorso presso la sede comunale di via dei Mille, alcune categorie produttive hanno riproposto, per il periodo marzo-maggio, la doppia apertura (07,00–12,30 con chiusura alle 13,30; 16,00-18,00 con chiusura alle 19 ndr). Se passasse questa proposta, per l’autotrasporto e per la logistica tutta si creerebbero una serie di problemi legati all’evidente posticipo delle operazioni di carico dei mezzi e quindi al fatto che gli orari di partenza per la tratta Catania–Napoli (un solo imbarco alle 23,00) e Messina–Salerno (un solo imbarco alle 2,00) sarebbero difficili da rispettare».
Gli obblighi di guida, è noto, sono stringenti per garantire la sicurezza nelle strade e la piena efficienza degli autisti che non possono superare le otto ore al volante. Per questo, i tir viaggiano con due autisti o, in alternativa, imbarcano la loro merce sulle navi a Catania o a Messina per raggiungere Salerno o Napoli o ancora per i porti del Nord, come Genova o Livorno.
Gli autotrasportatori sostengono di lavorare con margini di guadagno già molto bassi e per questo hanno necessità di articolare al meglio la loro attività. Ma c’è una ragione in più. Secondo gli operatori dell’autotrasporto avere due finestre per la commercializzazione rischia di penalizzare proprio i produttori perché i commercianti avrebbero interesse ad attendere la chiusura del mercato nella speranza di acquistare a prezzo più basso.
«È assurdo – spiega il coordinamento autotrasportatori di Cna – che nel periodo di maggiore produzione ortofrutticola la struttura apra due volte al giorno (07,00-12,30 e 16,00-18,00). Così è come se ci fossero due mercati con eventuale formazione di prezzo differente tra la contrattazione mattutina e quella pomeridiana. Tutto questo a vantaggio di chi? Peraltro, il sabato, il mercato è aperto solo dalle 7 alle 13: se quel modello funziona, perché non mantenerlo?». La Cna chiederà un incontro alla commissione straordinaria: la riunione già fissata con i dirigenti, dunque, non basta più.
La posizione delle altre categorie: produttori, commercianti e commissionari
Le altre categorie hanno un parere diverso. Il presidente di Coldiretti, Gianfranco Cunsolo, spiega: «Gli agricoltori hanno l’esigenza di raccogliere i prodotti fin dalle prime ore del mattino e poi di portare al mercato merce fresca, che può partire subito. Se dovessero portare per la vendita la loro merce al mattino, sarebbero costretti effettuare la raccolta il giorno prima. Ho consultato i nostri associati e tutti hanno espresso l’esigenza di avere il doppio orario, sia mattutino che pomeridiano, come negli anni precedenti».
Anche i commissionari sono convinti che il doppio orario funzioni meglio per le esigenze di produttori, commissionari e commercianti. Per i commissionari parla il presidente, Gino Puccia: «C’è stato un incontro con i dirigenti del comune e sappiamo che saremo riconvocati. Attendiamo».
Il tempo stringe
Intanto, dieci giorni di marzo sono già volati via. Il nuovo orario mercatale non c’è ancora. Se venissero adottati i nuovi orari come vogliono produttori, commercianti e commissionari, resterebbero comunque in vigore solo per otto o nove settimane. In questo periodo, poi, cade anche la Pasqua, tradizionalmente meno favorevole per i produttori agricoli. E poi non sono da sottovalutare gli effetti provocati dall’emergenza Coronavirus.
