Risparmio energetico e sostenibilità, nuovo progetto sulla formazione e blockchain sono gli obiettivi e i punti di forza della Igp di Pachino per il 2020.
Risparmio energetico, totale tracciabilità e rintracciabilità – anche tramite l’utilizzo della blockchain – sostenibilità e salubrità, insieme a produzione integrata. Sono queste le linee guida che il Consorzio pomodoro di Pachino Igp intende seguire e, dopo gli ottimi risultati raggiunti nel 2019, sempre più consolidare nel 2020.
Gli obiettivi sono stati messi in evidenza durante la quarta edizione dell’Igp Day, appuntamento annuale organizzato nei giorni scorsi dal Consorzio con i suoi soci produttori a Portopalo.
A breve sarà formalizzato l’accordo per realizzare il progetto di una serra vetrina in cui verrà svolta attività formativa sulle tecniche di produzione completamente sostenibili del pomodoro. La formazione, infatti, è uno dei punti su cui il Consorzio vuole insistere. Rivolgendosi alle nuove generazioni di imprenditori agricoli intende educarli e sensibilizzarli sui temi sociali della sostenibilità ambientale e sulla consapevolezza produttiva.
La serra vetrina verrà realizzata nell’ambito del progetto finanziato con la misura 16.1 del Psr che sostiene la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del Pei (Programma europeo per l’innovazione) in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura e che vede coinvolti, tra gli altri, enti e istituzioni come il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, l’Ispettorato dell’Agricoltura di Siracusa, l’Istituto superiore Agrario-Alberghiero Paolo Calleri di Pachino e il Servizio Fitosanitario della Regione Sicilia.
«La nostra filiera è totalmente tracciata, con tutti i dati relativi non solo alla produzione, ma anche al confezionamento e alla vendita del prodotto finale –ha dichiarato durante l’Igp Day Salvatore Lentinello, presidente del Consorzio di tutela del pomodoro di Pachino Igp – adesso vogliamo cercando di ridurre ulteriormente l’utilizzo di prodotti fitosanitari tutelando le produzioni con nuove soluzioni di difesa integrata».
Completa tracciabilità è un’altra delle linee guida 2020 del Consorzio, la cui importanza, durante l’Igp Day, è stata marcata anche da Mario Cugno di Bureau Veritas Italia, azienda leader nella valutazione e analisi della qualità: «All’aumento della complessità delle dinamiche commerciali corrisponde la necessità degli operatori di proporsi al mercato in maniera più competitiva. Certificazione – ha osservato Cugno – significa non solo maggiore garanzia e più attenzione per il consumatore, ma anche accresciuta possibilità di vendita dei prodotti».
Proprio per questo il Consorzio sta ottimizzando l’adozione della tecnologia blockchain e di smart contracts per la tracciabilità e la certificazione dei suoi prodotti in tutte le fasi di lavorazione della filiera del pomodoro, per garantire trasparenza e sicurezza dal produttore al consumatore finale con un sistema capace di tutelare origine, valori etici e ambiente.
Sostenibilità ambientale, così come risparmio e basso input energetico, sono altri due obiettivi perseguiti dal Consorzio di Pachino che necessitano di maggiore evidenza comunivativa.
I pomodori prodotti nell’areale, grazie a un micro-clima unico al mondo in cui la luce raggiunge i livelli d’intensità e durata più alti d’Europa e la temperatura difficilmente scende sotto i 5°C, sono coltivati in serre fredde – ovvero le tipiche serre mediterranee dove il riscaldamento avviene solo attraverso l’effetto serra determinato dal materiale di copertura – senza emissione di CO2. Serre che oggi possiamo chiamare sostenibili: «Grazie a condizioni climatiche particolarmente favorevoli – ha spiegato Massimo Pavan, consigliere del Consorzio Pomodoro di Pachino Igp – si sopperisce al fabbisogno energetico portando avanti un’agricoltura rispettosa dell’ambiente. La produzione siciliana è praticamente a impatto zero: non solo le nostre serre non sono riscaldate e non sono illuminate, ma i nostri pomodori svolgono ampia parte del loro viaggio via nave, con vantaggi sia economici sia di riduzione dell’impatto ambientale».
Una consapevolezza, quella legata alla tutela dell’ambiente, in sintonia con i tempi che viviamo e che emerge chiaramente tra gli obiettivi perseguiti dal Consorzio, già in parte raggiunti tramite ad esempio l’utilizzo d’imballaggi completamente compostabili e l’adesione di numerose aziende produttrici al Sqnpi (Sistema qualità nazionale produzione integrata), come ha illustrato Sebastiano Barone, direttore del Consorzio di Pachino.
Per il 2020 infine il Consorzio ha deciso di sospendere la quota d’iscrizione per aprirsi il più possibile alle aziende del territorio: «Il nostro obiettivo – conclude Lentinello – è agevolare i coltivatori per far crescere la base produttiva e puntare sulla più alta condivisione possibile dei concetti di qualità e certificazione».
