Lo spettro del disimpegno delle somme del Psr 2014-2020 aleggiava già da qualche mese sulla testa di assessore e dirigente generale. E in tanti all’Ars, probabilmente, erano già pronti a chiedere la testa dei due vertici – politico e amministrativo – dell’agricoltura siciliana. Ma l’assessore Edy Bandiera e il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Dario Cartabellotta, sono riusciti a stupire tutti quelli, ed erano tanti, che davano già per scontata la mannaia del disimpegno automatico imposto da Bruxelles; un taglio netto che sarebbe caduto sulla ricca dotazione di 2 miliardi e quasi 200 milioni di euro (per inciso, la più ricca tra le regioni italiane).
La buona notizia sul Programma di sviluppo rurale – la cui spesa ha superato di 50 milioni di euro il target di 821 milioni imposto da Bruxelles per evitare il disimpegno automatico – è arrivata insieme a quella dei pagamenti degli acconti sul premio di primo insediamento ai giovani imprenditori. Al 31 dicembre i beneficiari sono 971 e in totale hanno ricevuto 22 milioni di euro.
La travagliata misura 6.1
Eppure, proprio la misura 6.1 sembrava quella più a rischio e quella che avrebbe potuto contribuire fortemente al disimpegno automatico. L’ordinanza emessa dal Tar ai primi di dicembre aveva, infatti, sparigliato le carte e rimesso in gioco la graduatoria di maggio che non teneva conto dell’esito della procedura di soccorso istruttorio. Ma a rimettere le cose a posto ci ha pensato il Consiglio di giustizia amministrativa a cui immediatamente aveva fatto ricorso l’amministrazione regionale. Il Cga, nelle more della decisione collegiale in camera di consiglio (prevista per il 15 gennaio), il 16 dicembre scorso ha accolto la domanda di misure cautelari monocratiche e sospeso l’ordinanza perché “nel bilanciamento dei contrapposti interessi, deve ritenersi, in questa fase, prevalente quello dell’Amministrazione appellante, suscettibile di pregiudizio irreparabile”.
L’accelerazione della spesa
La spesa certificata del Psr 2014-2020 è, dunque di 871 milioni di euro, pari al 40% della dotazione complessiva, con un’accelerazione avvenuta tra maggio e dicembre, periodo nel quale sono stati spesi 225 milioni di euro riferiti alla nuova programmazione e 17 riferiti al precedente settennio.
Oltre all’insediamento dei quasi mille giovani, nel carniere dell’Autorità di gestione e dell’assessore Bandiera ci sono 150 milioni di euro destinati a tutte le “misure agroambientali” e 38 milioni destinati a 80 aziende dell’agroalimentare. E tra i successi inanellati nel 2019, l’Autorità di gestione può vantare anche quello delle strade rurali: per spendere i 12 milioni necessari a realizzarne 35, sono state superate pastoie burocratiche inimmaginabili, dovute al coinvolgimento delle amministrazioni comunali oltre che dei singoli imprenditori.
Ci sono ancora criticità
Ma non è tutto oro quello che luccica. Ci sono un paio di criticità a cui è necessario porre attenzione. La prima riguarda il fatto che degli 871 milioni spesi entro la fine del 2019, solo 225 si riferiscono alla nuova programmazione; la parte prevalente della spesa riguarda i trascinamenti della vecchia.
La seconda, è il grave ritardo accumulato sulla misura 4.1 degli investimenti aziendali. Dei cento milioni di euro del bando emesso il 14 dicembre 2016, infatti, ne sono stati spesi solo 14 che sono andati a 65 aziende: sulla graduatoria pendono ancora 35 ricorsi che andranno presto a sentenza. Questi ricorsi, insieme a quelli per cui il Tar ha già emesso ordinanze e che sono stati inseriti nella graduatoria dei progetti finanziabili, hanno di fatto bloccato gran parte della ricca dotazione della misura.
Un nuovo bando per la misura 4.1
E mentre il vecchio bando della misura 4.1 attende i pronunciamenti del Tar, se ne pubblicherà presto uno nuovo. All’assessorato agricoltura assicurano che vedrà la luce entro la fine di gennaio 2020, avrà una dotazione di 40 milioni euro e diversamente dal precedente, prevederà un tetto massimo di 300 mila euro per ciascuna azienda. Destinato, quindi, alle aziende di piccola dimensione che erano state tagliate fuori dal bando del 2016. Per procedure e punteggi, poi, si spera che l’Autorità di gestione abbia fatto tesoro della devastante esperienza del vecchio bando.
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