Decreto 22 marzo, ecco le attività agricole che non si dovranno fermare

Decreto 22 marzo, ecco le attività agricole che non si dovranno fermare
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Con la solita confusione che ormai caratterizza ogni comunicazione del Governo Conte bis ai cittadini, nella serata di ieri sono arrivate da parte della presidenza del Consiglio le indicazioni sulle attività “non essenziali” che da oggi, lunedì 23 marzo 2020 – ma con una finestra temporale che scade mercoledì 25 marzo, per dare modo di completare le procedure di chiusura – dovranno essere sospese. Le disposizioni hanno validità fino a venerdì 3 aprile.

Poco dopo le ore 19 di ieri, Conte ha firmato il Dpcm che stabilisce che “sono sospese tutte le attività produttive, industriale commerciali”, ad eccezione di quelle presenti nell’allegato 1 del decreto. Tra le varie attività economiche, l’agricoltura e l’agroalimentare restano comunque tra i settori meno vincolati.

Come già aveva specificato nella giornata di ieri il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, «tutte le attività direttamente o indirettamente necessarie e legate al regolare funzionamento della filiera alimentare restano aperte: dai campi agli scaffali proseguiranno tutte le attività del comparto primario». Spiegazione che aveva, in pratica, ribadito la centralità della filiera del cibo. Ieri, in serata, è stato finalmente pubblicato il testo del decreto datato 22 marzo 2020, che ha messo la parola fine ad interpretazioni e ad elenchi non ufficiali. Tra le attività che continuano ad operare, sono inclusi anche i fornitori di mezzi tecnici e soprattutto i professionisti agronomi e tecnici agricoli che chiedevano con forza di avere chiarito il proprio ruolo.

Ma vediamo in dettaglio che cosa prevede il nuovo provvedimento del governo per il settore dell’agricoltura, dell’agroalimentare e della pesca.

1) Al punto f) del testo del Decreto 22 marzo si chiarisce che “è sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari”.

2) Al punto g) “sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all’impianto stesso o un pericolo di incidenti”.

3) Al punto a) si dice che vengono “sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1“. Ecco le specifiche contenute nel documento (dove si possono trovare i relativi codici Ateco) delle attività che riguardano agricoltura, agroalimentare e pesca:

  • Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali;
  • pesca e acquacoltura;
  • industrie alimentari;
  • industria delle bevande;
  • fabbricazione di macchine per l’agricoltura, la silvicoltura, l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco;
  • commercio all’ingrosso di materie prime agricole e animali vivi, prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco;
  • commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature, macchine, accessori, forniture agricole ed utensili agricoli, inclusi i trattori;
  • servizi veterinari;
  • attività professionali scientifiche e tecniche.

Quest’ultimo punto, uno dei più controversi, riguarda anche le prestazioni professionali di agronomi e tecnici agricoli in genere, che nei giorni scorsi si erano lamentati di non potere svolgere la propria attività a supporto delle aziende agricole, che in questa fase di vita del Paese, rivestono un ruolo di fondamentale importanza.

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