Sos dalla filiera del vino: tra fiere annullate e ordini in calo si rischia la crisi

Sos dalla filiera del vino: tra fiere annullate e ordini in calo si rischia la crisi
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Contrazione dei consumi interni. Chiusura dei pubblici esercizi. Difficoltà su un mercato estero reso più complesso da problemi logistici e che risponde con diffidenza al prodotto italiano, annullando ordini e a volte addirittura bloccando la merce. È questo il quadro generale in cui si muove la filiera del vino italiano; un comparto agricolo che ora soffre anche della mancata ricezione negli alberghi, negli agriturismi e nella ristorazione. Tutte circostanze che hanno sottratto un naturale sbocco alla produzione nazionale, nonché un validissimo supporto promozionale sul mercato globale al prodotto Made in Italy.

“Il perdurare dell’emergenza Covid-19 – hanno scritto Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani, Copagri, Aci (Associazione Cooperative Italiane) Assoenologi, Federdoc, Federvini, Unione Italiana Vini, in un’accorata lettera-appello inviata al ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova – rischia di creare un eccesso di giacenza di prodotti in cantina a ridosso della prossima campagna vendemmiale; problematica da tenere immediatamente presente e i cui effetti negativi vanno considerati nell’emanazione delle indifferibili misure di emergenza“. 

Il mondo vitivinicolo italiano in questo momento di grave incertezza fa squadra. E pone al ministro una serie di riflessioni a cominciare dall’impatto sulla programmazione delle azioni di promozione; programmazione che non potrà fare a meno dell’adeguamento e della posticipazione del calendario per cause di forza maggiore. 

Dopo che molte fiere e appuntamenti destinati alla promozione del vino sono stati rinviati, e in molti casi addirittura cancellati, sale, infatti, la preoccupazione degli imprenditori singoli, dei Consorzi di Tutela e delle associazioni delle aziende vitivinicole. L’emergenza Coronavirus ha fatto saltare tutti i piani nell’esecuzione dei progetti “Ocm promozione”. La richiesta ovvia è che i termini di esecuzione possano slittare al 31 marzo 2021, un termine che consentirebbe alle aziende di assorbire in parte la flessione economico-finanziaria causata dall’emergenza Covid-19 e di fare quell’attività che non si è potuta svolgere nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2020. 

Ma non basta. Per la filiera del vino italiano serve una maggiore flessibilità nella realizzazione dei progetti e nei relativi adempimenti burocratici. “Nello specifico – si legge nella nota – in ragione dello scenario estremamente incerto, sarebbe opportuno assicurare che le comunicazioni di variazione dei progetti approvati, possano avvenire entro settembre 2020“.
Sempre nell’ambito della promozione il comparto della vinicoltura ha chiesto al ministro Bellanova di varare un “Piano strategico di sostegno all’export vitivinicolo nazionale” – articolato su missioni di settore e piani di comunicazione integrata sui mercati internazionali più ricettivi – che preveda misure straordinarie promozionali e di sostegno alla domanda di vino sia sul mercato estero che su quello interno, da strutturare con testimonial, opinion leader e “ambasciatori” a livello nazionale e internazionale.

Ci sono poi una serie di scadenze che per causa di forza maggiore o di opportunità dovrebbero slittare di qualche mese. Ma a deciderle non può essere solo il governo italiano. Ci sono interventi che vanno decisi a livello comunitario. Tra questi la proroga di almeno un anno del termine ultimo di utilizzo delle autorizzazioni rilasciate per i nuovi impianti viticoli e i reimpianti in scadenza nel 2020 e la flessibilità nei tempi per le operazioni di ristrutturazione e riconversione nell’ambito dell’Ocm Vino. Per accorciare l’esposizione di cassa delle aziende interessate alle misure dell’oca Vino, serve anche flessibilità nelle scadenze fissate per la presentazione delle quietanze di pagamento.

A livello nazionale, invece, la filiera del vino chiede che venga prorogato di almeno due mesi il termine ultimo – fissato per il 31 marzo – per la presentazione delle domande di autorizzazione ai nuovi impianti e che vengano evitate le sanzioni per coloro che non riescano a rispettare i tempi di registrazione delle operazioni nei registri telematici vitivinicoli.

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