Export agroalimentare, documento di Bruxelles riapre i confini dei paesi Ue

Export agroalimentare, documento di Bruxelles riapre i confini dei paesi Ue
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Nessuna assurda certificazione “Virus free” potrà essere richiesta ai prodotti agroalimentari italiani destinati all’export e che si spostano legalmente all’interno del mercato unico Ue. È servita la pubblicazione delle linee guida definite dalla Commissione europea sulle misure da adottare alle frontiere per l’emergenza Coronavirus per mettere la parola fine alle scorrette pratiche commerciali più volte segnalate dalle aziende italiane.

Del resto anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare aveva già affermato da tempo che “non ci sono prove che il cibo sia una fonte di trasmissione di Covid-19”, ricorda in una nota Cia-Agricoltori Italiani.

L’effetto Coronavirus può compromettere gli ultimi successi dell’export agroalimentare

L’emergenza Coronavirus, osserva Coldiretti, rischia però di avere un impatto pesante per il calo della domanda dall’estero per effetto della disinformazione, strumentalizzazione e concorrenza sleale con la campagna denigratoria sui cibo italiano che ha fatto addirittura attivare al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale una casella di posta elettronica (coronavirus.merci@esteri.it) dove segnalare restrizioni e discriminazioni verso i prodotti italiani le difficoltà riscontrate nell’export. In ogni caso da più parti è condivisa la sollecitazione di Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti: «Lanciamo un appello alla grande distribuzione commerciale affinché sostenga il consumo di prodotti alimentari Made in Italy con la scelta di fornitori in grado di garantire la provenienza nazionale di alimenti e bevande per sostenere l’economia, il lavoro ed il territorio nazionale in questo momento di difficoltà causato dell’emergenza Coronavirus».

Il timore che l’export italiano possa subire una gravissima battuta d’arresto non è comunque superato. Un vero peccato se si pensa che il Made in Italy agroalimentare all’estero nel gennaio 2020 ha fatto registrare il record storico con un balzo delle esportazioni dell’11,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dopo che nel 2019 aveva raggiunto il massimo di sempre a 44,6 miliardi.

Cia: tutti i Paesi membri rispettino le linee guida senza riserve o scetticismi

Le linee guida dell’Ue sulla gestione delle frontiere – osserva Cia – vanno nella giusta direzione di proteggere la salute dei cittadini, garantendo sia la libera circolazione dei prodotti, in primis quelli agroalimentari, all’interno del mercato unico, sia la sicurezza dei rifornimenti. Allo stesso tempo, tutela anche l’adeguato trattamento di chi deve viaggiare, come i lavoratori stagionali e transfrontalieri.

Cia si augura che adesso “le linee guida della Commissione Ue vengano rispettate e applicate da tutti gli Stati membri, senza riserve o scetticismi. In caso contrario, si andrebbe a creare una situazione senza precedenti in Europa, con conseguenze rischiose sia per la tenuta del mercato unico, che per quella economica dei singoli Paesi”.

Le regole valgono anche per i prodotti del florovivaismo

«Nell’ambito delle restrizioni decise negli ultimi giorni a livello nazionale – aggiunge il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – viene salvaguardata l’attività della filiera agroalimentare, a garanzia della sicurezza dei rifornimenti. L’obiettivo può essere raggiunto, nell’interesse di tutti i cittadini della Ue, solo se viene garantita la libera circolazione dei prodotti all’interno del mercato unico, fatti salvi i necessari controlli finalizzati alla tutela sanitaria degli autotrasportatori che devono poter effettuare regolarmente le consegne. Le linee guida della Commissione garantiscono anche il movimento dei lavoratori stagionali che sono indispensabili, non solo in Italia, in particolare per le operazioni di raccolta».

La Commissione Ue nel documento, in pratica, raccomanda agli Stati membri di non porre ostacoli ingiustificati alla libera circolazione di beni essenziali e deperibili, tra cui rientrano anche i prodotti del settore florovivaistico che sta patendo più degli altri comparti.

Mercuri (Alleanza Coop): bene il chiarimento sui lavoratori stagionali

«Considerando la situazione di elevata complessità e gravità che ora riguarda non più solo l’Italia ma l’Europa intera – dichiara Giorgio Mercuri presidente di Alleanza cooperative agroalimentari – è stato senz’altro positivo l’intervento della Commissione Europea che consente di non aggravare ulteriormente gli ostacoli che anche la filiera produttiva dell’agroalimentare è chiamata ad affrontare. Particolarmente apprezzabile è inoltre l’aver ribadito da parte della Commissione che anche la libera circolazione dei lavoratori stagionali all’interno della Ue debba essere garantita. Nelle nostre campagne c’è già una forte carenza di manodopera perché molti lavoratori stranieri hanno già abbandonato il nostro Paese non appena scoppiata l’emergenza e ora facciamo fatica a trovare altro personale da utilizzare per il lavoro di raccolta nei campi».

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