Coronavirus, ostacoli superati per l’export agroalimentare italiano

Coronavirus, ostacoli superati per l’export agroalimentare italiano
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Per l’export si era temuto il peggio. Con i tir bloccati al confine sloveno e gli ordini a picco nella Gdo polacca, la produzione agroalimentare italiana ha cominciato ad entrare in sofferenza e a temere per il futuro delle esportazioni. La diplomazia tricolore si è messa subito in moto per salvare i nostri prodotti destinati all’export. E ora la difficile situazione provocata dal blocco al confine deciso nei ultimi giorni dalle autorità slovene a fronte dell’emergenza Coronavirus, sembra essere stata superata.

Sono giunte, infatti, confortanti notizie dal confine sloveno dove dovrebbero varcare la frontiera tranquillamente anche i tir che attraversano il Paese per recarsi in altri Stati, a fronte del solo controllo della misurazione della febbre degli autotrasportatori.

Rassicurazioni, poi, giungono dalla Polonia dove sia la catena locale di distribuzione alimentare Zabka che quella francese Carrefour hanno dichiarato che continueranno nell’approvvigionamento di prodotti enogastronomici dall’Italia.

«Nessun annullamento ordini dai supermercati in Polonia, pertanto, sebbene la situazione inizi ad essere complicata anche negli altri Stati dove, a fronte dell’allargamento del contagio, saranno prese le medesime decisioni già attuate in Italia», dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate.

Già da alcuni giorni molti importatori hanno cominciato a chiedere certificazionisanitarie “virus free” per i prodotti agroalimentari provenienti dall’Italia. Richiesta che ha provocato l’immediata reazione del governo italiano che ha minacciato di denunciare tali comportamenti come “sleale condotta commerciale”.

«Purtroppo – prosegue il Sottosegretario alle Politiche Agricole – la chiusura di ristoranti e bar negli altri Paesi comporterà sicuramente un annullamento di ordini e un calo dell’export agroalimentare. Pertanto, rinnovo l’invito ai consumatori italiani a premiare l’immane sforzo che la filiera agroalimentare nazionale sta portando avanti, assicurando a tutti noi il cibo sugli scaffali. Consumate prodotti freschi e di produzione locale – conclude Giuseppe L’Abbate – facendo un po’ di attenzione in più all’etichetta. È un momento in cui siamo chiamati tutti ad essere solidali e ad avere maggiore sensibilità».

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