Nei prossimi anni un posto di lavoro su 5 sarà creato dal New Green Deal

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Il New Green Deal? L’economia verde? Dati alla mano, potranno essere una grande occasione per combattere la disoccupazione, soprattutto quella giovanile. Da oggi al 2023 per ogni cinque nuovi posti di lavoro creati dalle imprese attive in Italia, uno sarà generato da aziende ecosostenibili: oltre il 50% in più di quelli generati dal digitale, che non riuscirà ad andare oltre 214mila nuovi occupati, e il 30% in più di quelli prodotti dalla tutte le imprese della filiera salute e benessere, che si attesterà a quota 324 mila assunzioni.

Le cifre sono fornite dallo studio “Smart & Green, l’economia che genera futuro”, realizzato in collaborazione tra Censis  e Confcooperative su dati Istat. Sul Green, che già oggi vale il 2,4% del Pil italiano, è puntata quindi l’attenzione di centri di ricerca e di analisi. Spiega Giorgio Mercuri, presidente di Confcooperative-Fedagripesca: «Quella che parte dal rifiuto per poi diventare risorsa che fa bene alle imprese, è una strada da seguire. La filiera cooperativa lavora da tempo per un’agricoltura più sostenibile sia con progetti volti a ridurre le emissioni di CO2 grazie a impianti di produzione di biometano, sia nell’ottimizzazione di risorse idriche con un’agricoltura di precisione che nelle coltivazioni orticole riduce di almeno il 40% il consumo di acqua. Non a caso, sosteniamo le nostre imprese nel realizzare strumenti che consentano al consumatore di misurare quanto viene fatto in termini di sostenibilità e di scelta consapevole dei prodotti».

Giorgio Mercuri, presidente di Confcooperative-Fedagripesca

Dello stesso avviso Massimo Stronati, presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi: «Riteniamo fondamentali politiche pubbliche che spingano verso una logica d’incentivazione degli investimenti e siamo preoccupati per plastic tax e sugar tax prive di ogni effetto positivo sull’ambiente e che, se non opportunamente ripensate, rischiano di pregiudicare la sostenibilità economica delle nostre imprese, con implicazioni anche sui percorsi di sviluppo in termini ambientali e sociali».

Massimo Stronati, presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi

«La plastica raccolta – spiega ancora Stronati – può dare vita a oggetti green che possono essere inseriti tra gli acquisti della pubblica amministrazione la cui spesa annuale ammonta a oltre 170 miliardi. Se di questi se ne destinassero 20 miliardi, attraverso gare di appalto e public procurement, all’acquisto di prodotti nati da plastica riciclata si genererebbe nuova occupazione, che tra filiera diretta e indiretta, creerebbe lavoro per circa 80.000 persone in meno di tre anni». «Incoraggiare la cosiddetta economia verde – dice Stronati – è un investimento non una spesa, così come prevedere dei meccanismi di incentivi e dei premi di produttività per le imprese più impegnate nella sostenibilità e che creano occupazione nel green».

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