Maxisanzione a Lidl: consumatori ingannati sulla pasta italiana

Maxisanzione a Lidl: consumatori ingannati sulla pasta italiana
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Multa da un milione di euro per Lidl, il colosso tedesco della Gdo. La maxisanzione, spiega in una nota l’Autorithy per la concorrenza italiana, è stata inflitta per “aver ingannato i consumatori sulle caratteristiche della pasta a marchio ‘Italiamo’ e ‘Combino’, inducendoli in errore sull’origine italiana della materia prima”

Sia chiaro, non si tratta di una falsa indicazione in etichetta dell’origine del grano duro (quella ben nascosta sul retro che è solo in Italia obbligatoria), ma del fuorviante uso di elementi (nomi, claim, descrizioni e simboli grafici) che richiamano al consumatore una italianità non vera o non completamente vera. 

Lidl si è difesa interpretando a proprio favore le nome europee sull’etichettatura (Regolamento Ue n. 1169/2011). Nella memoria difensiva, i legali di Lidl, hanno di fatto affermato che, siccome per produrre la pasta a marchio Combino e Italiamo viene usata semola di grano duro molita in Italia, il prodotto può considerarsi a tutti gli effetti italiano perché l’ingrediente primario è da considerarsi la semola e non il grano duro.

La memoria difensiva non ha convinto l’Antitrust che ha perciò inflitto una punizione esemplare che servirà da monito per quei produttori e distributori che adottano pratiche commerciali simili. Nella fattispecie l’importo è stato scelto, spiega ancora l’Autorità, in ragione dell’importanza attribuita dai consumatori all’informazione sull’origine della materia prima e della diffusione dei punti vendita della catena.

Atteggiamento diverso e molto più “collaborativo” è stato manifestato da Divella, De Cecco, Margherita (ex Auchan Spa), e Pastificio Cocco nei confronti dei quali l’Agcm aveva istruito analoghi procedimenti. I produttori italiani e i distributori francesi hanno incassato il richiamo e hanno proposto all’Authority alcuni impegni a modificare la propria condotta che il Garante per la concorrenza ha accolto e resi obbligatori.

Nel dettaglio, gli impegni consistono in modifiche delle etichette e dei rispettivi siti così da garantire al consumatore una informazione completa, fin dal primo contatto, sull’origine (talvolta estera) del grano utilizzato nella produzione della pasta. Il nuovo set informativo permetterà così di evitare la possibile confusione tra provenienza della pasta e origine del grano.

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