A Valledolmo in adozione pomodoro siccagno e spighe di grano duro

A Valledolmo in adozione pomodoro siccagno e spighe di grano duro
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Adottare qualche pianta di pomodoro siccagno, pagarne le spese di coltivazione in biologico e in cambio ricevere una bella scorta di passata di pomodoro da ritirare nel luogo di produzione o recapitata direttamente a casa. 

L’idea è stata lanciata dall’amministrazione comunale di Valledolmo, il centro agricolo delle basse Madonie, famoso per la produzione del pomodoro che cresce senza essere irrigato, il siccagno, appunto, così come da tempo immemore viene chiamato in Sicilia.

pomodoro siccagno

L’iniziativa serve a non disperdere questa tradizione antica e a motivare gli agricoltori che altrimenti sarebbero più propensi all’abbandono: per loro è troppo difficile competere con le passate di pomodoro industriali soprattutto se di importazione.

Il progetto lanciato dal Comune di Valledolmo, a cui ha anche dedicato un servizio Rai Sicilia, si intitola “Adotta una piantina di pomodoro siccagno” ha la durata di un anno e prevede due tipologie di quote minime di adesione (possibili i multipli):  75 euro e 110 euro. Chi sceglie la prima ha diritto ad ottenere 60 bottiglie di passata di pomodoro da 410 grammi; chi opta invece per la seconda riderà sempre 60 bottiglie ma da 680 grammi. La passata di pomodoro viene realizzata nella storica cooperativa Rinascita di Valledolmo.

pomodoro siccagno

All’adozione corrisponde una porzione di terreno coltivato a pomodoro siccagno biologico i cui riferimenti mappali sono indicati dell’attestazione che verrà consegnata all’adottante dopo che avrà versato della quota. Quest’anno all’iniziativa partecipa anche la cooperativa Feudo Verbumcaudo che conferirà il pomodoro prodotto nei terreni confiscati alla mafia.

Ma non finisce qui. Analogamente a quanto accade in simili iniziative che coinvolgono mucche, pecore o caprette di cui vengono comunicati gli eventi salienti, anche del pomodoro adottato verranno comunicati via mail o messaggio telefonico tutte le operazioni colturali compiute sul terreno in cui viene coltivato (tipo di lavorazione, raccolta e trasformazione del pomodoro). 

L’adottante, se vuole, potrà pure vederle le piantine di pomodoro che ha adottato: assistere alle lavorazioni sul campo, alla raccolta e alla successiva trasformazione. Dovrà però concordare l’appuntamento con il Comune di Valledolmo che, oltre a sostenere tutte le spese di coltivazione, farà da intermediario nei rapporti tra il proprietario del terreno e l’adottante.

pomodoro siccagno

Nel patto sottoscritto tra l’amministrazione comunale di Valledolmo e ciascun adottante è inserita anche una clausola per gli eventi imprevedibili: qualora per cause di forza maggiore (eventi atmosferici quali alluvioni, frane, smottamenti che dovessero rendere i terreni improduttivi) il terreno adottato non dovesse produrre pomodori, chi l’ha adottato potrà richiedere la restituzione della quota versata. In alternativa potrà ottenere la fornitura di analogo quantitativo di passata imbottigliata da altro terreno coltivato sempre a pomodoro siccagno biologico.

Quando la passata di pomodoro siccagno biologico sarà pronta l’adottante ritirerà le bottiglie a Valledolmo nella data in cui il Comune organizzerà una giornata di festa finalizzata a far conoscere i territorio e le sue peculiarità. L’eventuale costo per la spedizione delle bottiglie all’indirizzo dallo stesso indicato è a carico del destinatario.

Un’analoga iniziativa riguarda l’altra produzione tipica dell’agro di Valledolmo: il grano duro. Sempre per iniziativa dell’amministrazione comunale è stato attivato il progetto “Adotta una spiga di grano duro di Valledolmo“. Il sistema è lo stesso di quello del pomodoro: si versa una quota di 60 euro, si sottoscrive un patto e alla fine si ricevono 80 pacchi da 500 grammi di pasta di vari formati trafilata nello stabilimento VallOlmo.

Con le due iniziative l’amministrazione comunale di Valledolmo intende fare apprezzare le produzioni di qualità e quelle biologiche, promuovere la conoscenza del territorio, il mangiar bene e sano, il turismo rurale e sostenere la filiera corta: produzione, trasformazione e vendita in loco.

Chi fosse interessato ad adottare un fazzoletto di terra coltivato a pomodoro siccagno, o un appezzamento coltivato a grano duro, troverà tutte le informazioni sul sito del comune di Valledolmo.

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